AFFITTI BREVI, STRETTA DEL COMUNE: MILANO DICHIARA GUERRA ALLE KEYBOX
Milano alza il livello dello scontro contro le keybox utilizzate per gli affitti brevi. Nei giorni scorsi la polizia locale ha avviato una serie di controlli mirati in diverse zone della città, rimuovendo le cassette per la consegna delle chiavi installate su cancelli, ringhiere e arredi urbani. Un vero e proprio blitz che rientra nella strategia del Comune per contrastare l’uso improprio dello spazio pubblico e regolamentare un fenomeno in forte espansione.
Le keybox, spesso associate agli affitti turistici di breve durata, consentono l’accesso agli alloggi senza la presenza fisica del proprietario o di un referente. Una pratica diffusa ma sempre più contestata dall’amministrazione, che la considera incompatibile con le norme di decoro urbano e con le regole di sicurezza. Secondo Palazzo Marino, l’installazione non autorizzata di questi dispositivi rappresenta un’occupazione abusiva di suolo pubblico e favorisce forme di ospitalità difficili da controllare.
I controlli si sono concentrati soprattutto nelle aree a maggiore vocazione turistica, dal centro storico ai Navigli, dove negli ultimi anni la pressione degli affitti brevi ha inciso sul mercato immobiliare e sulla vita dei residenti. Le keybox rimosse vengono sequestrate e, in alcuni casi, ai proprietari possono essere comminate sanzioni amministrative.
Il Comune ribadisce che l’obiettivo non è colpire il turismo, ma ristabilire regole chiare e tutelare la vivibilità dei quartieri. La stretta sulle keybox si inserisce infatti in un quadro più ampio di interventi sugli affitti brevi, tra registrazioni obbligatorie, controlli fiscali e rispetto delle norme di sicurezza. Un segnale netto: Milano intende mettere ordine in un settore cresciuto troppo in fretta e spesso senza regole.