NUOVI CONTROLLI ALLE FRONTIERE UE: IL TIMORE È L’INGORGO NEGLI SCALI
L’entrata in funzione dell’Ees, il nuovo sistema europeo di ingresso e uscita alle frontiere esterne dell’Unione, si avvicina. Dopo una lunga fase di test e sperimentazioni, il meccanismo è pronto a partire gradualmente, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza e rendere più efficiente il controllo dei flussi di viaggiatori provenienti da Paesi extra Ue. Ma mentre Bruxelles guarda ai benefici a lungo termine, negli aeroporti cresce la preoccupazione per l’impatto immediato sui tempi di attesa.
L’Ees sostituirà il tradizionale timbro sul passaporto con una registrazione digitale che includerà dati biometrici, come impronte e immagine del volto, oltre alle informazioni su ingressi e uscite. Una procedura più moderna e affidabile, pensata per contrastare le permanenze irregolari e migliorare la cooperazione tra gli Stati membri. Tuttavia, nella fase iniziale, il sistema richiederà più tempo per ciascun passeggero, soprattutto per chi viaggia per la prima volta dopo l’attivazione.
Le società di gestione aeroportuale e le compagnie aeree temono rallentamenti significativi nei principali scali europei, in particolare nelle ore di punta e durante l’alta stagione turistica. Il rischio è quello di lunghe code ai controlli di frontiera, con effetti a catena su imbarchi, coincidenze e puntualità dei voli.
Le autorità assicurano che l’introduzione sarà graduale e accompagnata da personale aggiuntivo e campagne informative per i viaggiatori. Ma la vera prova arriverà sul campo: solo con l’avvio a regime dell’Ees si capirà se l’innovazione riuscirà a coniugare sicurezza e fluidità, senza trasformare gli aeroporti europei in colli di bottiglia permanenti.