SANTANCHÈ: UN PIANO PER FAR CRESCERE IL TURISMO ITALIANO TRA IMPRESE, TERRITORI E LAVORATORI

Interventi mirati sia ai territori sia alle imprese. È questa la filosofia alla base del piano presentato da Daniela Santanchè, ministro del Turismo, dal palco del Forum Internazionale del Turismo, con l’obiettivo di rendere il turismo italiano “competitivo, generatore di lavoro, impresa e ricchezza, non solo folklore o cartoline”.
Il piano del ministro si articola attorno a diverse sfide. Una priorità è la valorizzazione dei piccoli comuni, che rappresentano una fetta importante del settore: “Lo scorso anno – ha spiegato Santanchè – queste località hanno registrato una crescita del 6,85% nelle presenze e del 7,86% negli arrivi sul 2024, contribuendo a circa il 20% dei pernottamenti totali. Dobbiamo investire su questi territori per diffondere ricchezza e occupazione”.
Ma il discorso del ministro non si limita ai territori. Santanchè ha sottolineato l’importanza di affrontare il problema della frammentazione delle imprese turistiche, spesso troppo piccole per essere competitive. “Stiamo lavorando con il Mef per creare una finestra di 24 mesi che faciliti i processi di aggregazione tra le aziende alberghiere, riducendo al minimo l’impatto fiscale”, ha precisato.
IL NODO DEI LAVORATORI
Un’attenzione particolare viene riservata anche ai lavoratori del settore. “Il turismo non può crescere nella precarietà – ha dichiarato il ministro –. Proponiamo un patto di equità: se il Governo riduce del 10% la fiscalità per le imprese, la stessa cifra dovrà essere destinata ai lavoratori, sotto forma di bonus o welfare. Offrire migliori prospettive economiche è fondamentale per attrarre i giovani nel settore”.
SFIDE EUROPEE E BUROCRAZIA
Tra le priorità del piano c’è anche il rapporto con l’Europa. Santanchè ha evidenziato come il turismo non abbia accesso a strumenti finanziari riservati ad altri settori: “L’obiettivo è lavorare per cambiare questa situazione, permettendo agli operatori di accedere agli ICPEI, oggi preclusi”.
Accanto al tema dei fondi, il ministro punta sull’efficienza amministrativa e sulla semplificazione burocratica: “La macchina pubblica deve muoversi alla stessa velocità delle imprese”. E sul fronte della destagionalizzazione, Santanchè propone un intervento innovativo: modificare il calendario scolastico per allinearsi alle pratiche di altri Paesi europei, favorendo così il lavoro nelle cosiddette stagioni di spalla.
Con queste mosse, ha concluso Santanchè, “il 2026 sarà l’anno della consacrazione del modello Italia”, un turismo più competitivo, inclusivo e capace di valorizzare al contempo territori, imprese e persone.

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