TURISMO INVERNALE IN VENETO, GENNAIO PARTE STABILE: MARE E CITTÀ D’ARTE TRAINANO LE PRESENZE
Il 2026 del turismo in Veneto si apre nel segno della continuità con il trend positivo registrato nel 2025, confermando una crescente attrattività della regione anche durante i mesi invernali. I dati provvisori elaborati dall’Ufficio di Statistica della Regione Veneto su base Istat indicano che nel mese di gennaio sono stati registrati 818.879 arrivi e 2.094.177 presenze complessive. Un risultato che segna una sostanziale stabilità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una lieve flessione dello 0,4%.
Il dato conferma comunque la solidità del comparto turistico regionale, capace di mantenere numeri importanti anche fuori dalla tradizionale alta stagione. A sorprendere è soprattutto la crescente vitalità delle località marittime durante l’inverno, un fenomeno che negli ultimi anni si sta consolidando grazie a un’offerta sempre più destagionalizzata, fatta di eventi, percorsi enogastronomici, attività outdoor e iniziative culturali.
Parallelamente continuano a registrare buone performance anche le città d’arte, che rappresentano da sempre uno dei principali punti di forza del turismo veneto. I flussi turistici, composti sia da visitatori italiani sia da una
quota significativa di stranieri, contribuiscono a sostenere l’economia locale e l’intera filiera dell’ospitalità, dalla ricettività alla ristorazione fino al commercio.
Nonostante la lieve contrazione rispetto a gennaio 2025, il quadro complessivo resta dunque positivo e conferma la capacità del Veneto di attrarre visitatori in ogni periodo dell’anno.
La strategia regionale orientata alla destagionalizzazione e alla valorizzazione delle diverse offerte territoriali continua infatti a dare risultati concreti, rafforzando il posizionamento del Veneto tra le principali destinazioni turistiche italiane ed europee.
Il turismo invernale, sempre più dinamico e diversificato, rappresenta quindi una risorsa strategica per il territorio, capace di generare presenze e opportunità economiche anche nei mesi tradizionalmente meno affollati.